Una superficie appena verniciata può sembrare perfetta.

Colore uniforme, nessuna imperfezione evidente, finitura regolare.

A occhio, insomma, il lavoro è fatto. Il problema è che ciò che si vede racconta soltanto una parte della storia.

Sotto quella superficie possono esserci pochi micron di materiale in meno del previsto oppure, al contrario, uno strato eccessivo.

Ed è una differenza che può pesare sulla durata del rivestimento, sui costi e sul controllo qualità.

È proprio in situazioni come questa che entra in gioco lo spessimetro per rivestimenti.

Uno strumento piuttosto piccolo, almeno rispetto ai macchinari che popolano un reparto produttivo, ma capace di fornire un'informazione che non sarebbe possibile ottenere con una semplice ispezione visiva.

Rientra in quella famiglia di strumenti di misura portatili che consentono di effettuare controlli direttamente sul campo o lungo una linea produttiva, senza trasformare ogni verifica in un'operazione da laboratorio.

 

spessimetro per rivestimentiUna bella superficie non è necessariamente una superficie corretta

Vernici, smalti, zincature e altri coating non vengono applicati soltanto per ragioni estetiche.

In molti casi proteggono il materiale sottostante dalla corrosione, dall'usura o dall'ambiente nel quale dovrà lavorare.

Questo significa che lo spessore non può essere lasciato al caso.

Se il rivestimento è troppo sottile potrebbe non garantire la protezione prevista.

Se è eccessivo si utilizza più materiale del necessario e possono comparire problemi durante l'essiccazione o nelle successive lavorazioni.

Il controllo dello spessore diventa quindi una verifica di processo, non una semplice curiosità metrologica.

 

Come si misura lo spessore senza rovinare il pezzo?

È probabilmente la domanda più interessante, perché per verificare un rivestimento non avrebbe molto senso doverlo rimuovere.

Gli strumenti portatili consentono di effettuare misure non distruttive.

A seconda del materiale di base e del tipo di rivestimento vengono impiegati differenti principi di misura.

Sui substrati metallici, per esempio, possono essere utilizzati sistemi basati sull'induzione magnetica o sulle correnti parassite.

La scelta dipende quindi da ciò che si trova sotto il coating, dettaglio tutt'altro che secondario quando si deve individuare lo strumento corretto.

 

Lo stesso strumento non va bene per qualsiasi superficie

È facile cadere nell'equivoco: bisogna misurare uno spessore, dunque basta comprare uno spessimetro.

Nella pratica la questione è un po' meno comoda.

Bisogna sapere che cosa si sta misurando, quale sia il materiale del supporto, quale intervallo di spessore ci si aspetti e con quale precisione debba essere effettuato il controllo.

Anche la geometria del componente può avere il suo peso.

Una superficie ampia e piana presenta condizioni ben diverse da quelle di un pezzo piccolo o curvo.

Per questo nella gamma di spessimetri per materiali e rivestimenti proposta da AMEC Roma sono presenti soluzioni destinate a esigenze differenti: dalla verifica dello spessore di un materiale al controllo di vernici e rivestimenti superficiali.

 

Dove viene utilizzato uno spessimetro per rivestimenti

Le applicazioni sono numerose.

Pensiamo alla verniciatura industriale, alle carrozzerie, alle lavorazioni meccaniche, ai trattamenti superficiali oppure al controllo di componenti metallici destinati ad ambienti aggressivi.

In produzione lo strumento permette di verificare se l'applicazione del coating rimane entro le specifiche previste.

Nel controllo in accettazione può invece servire per verificare componenti provenienti da un fornitore.

Ci sono poi manutenzione e ispezioni, dove conoscere lo stato di un rivestimento può aiutare a capire se sia necessario intervenire.

Non è dunque soltanto una questione di misurare "quanta vernice c'è".

Il valore acquisito deve essere letto nel contesto in cui il componente verrà utilizzato.

 

Una misura può anche evitare sprechi

C'è poi una conseguenza meno evidente.

Applicare sistematicamente più prodotto del necessario può sembrare una precauzione, ma significa aumentare il consumo di materiale per ogni pezzo lavorato.

Su grandi volumi, una differenza apparentemente modesta smette rapidamente di essere modesta.

Il problema opposto non è migliore.

Un coating insufficiente può richiedere rilavorazioni oppure non raggiungere le prestazioni richieste.

La misura consente quindi di lavorare all'interno di un intervallo definito, evitando di affidarsi soltanto all'esperienza dell'operatore o all'aspetto della superficie.

La disponibilità di una gamma più ampia di strumentazione per misure e controlli consente inoltre di affrontare verifiche differenti all'interno dello stesso ambiente produttivo, scegliendo di volta in volta il parametro realmente significativo.

 

Attenzione alla calibrazione

Uno strumento preciso utilizzato male restituisce comunque un dato poco utile.

Prima della misura occorre considerare il substrato, le condizioni della superficie e le modalità previste per la verifica dello strumento.

Forma, rugosità e proprietà del materiale di base possono infatti influenzare la lettura.

Per questo la regolazione deve essere coerente con le condizioni nelle quali verrà eseguito il controllo.

La documentazione tecnica di Elcometer sulla calibrazione degli spessimetri mostra, per esempio, perché supporti lisci e superfici ruvide richiedano procedure differenti e perché sia preferibile utilizzare, quando possibile, un substrato non rivestito rappresentativo del pezzo reale.

È un aspetto particolarmente importante quando le letture entrano nei controlli di qualità o nella documentazione di produzione.

Per chi deve effettuare verifiche differenti all'interno dello stesso stabilimento conviene quindi valutare non soltanto il campo di misura, ma anche ripetibilità delle letture, caratteristiche del supporto e condizioni nelle quali lo strumento verrà effettivamente utilizzato.

 

Il controllo qualità comincia da numeri verificabili

Ci sono controlli industriali che richiedono apparecchiature complesse e altri che possono essere effettuati in pochi secondi direttamente sul pezzo.

La misura dello spessore di un rivestimento appartiene al secondo gruppo, ma questo non la rende meno importante.

Un dato raccolto correttamente permette di verificare la conformità del processo, confrontare lotti differenti e intervenire quando qualcosa comincia a discostarsi dalle specifiche.

Soprattutto, sostituisce un'impressione visiva con un numero.

Perché una superficie può sembrare perfetta.

Ma, come spesso accade in produzione, tra "sembra" ed "è" ci passa una misura.