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Una tavola può essere asciutta al tatto e avere comunque un contenuto di umidità poco adatto alla lavorazione che la aspetta.

È uno di quei casi nei quali affidarsi alle sensazioni funziona finché, semplicemente, smette di funzionare.

Il legno scambia umidità con l'ambiente che lo circonda.

Cambiano le condizioni esterne e, con tempi e modalità differenti, cambia anche il materiale.

Questo comportamento ha conseguenze pratiche durante la lavorazione, lo stoccaggio, il trasporto e l'impiego finale.

Un misuratore di umidità del legno permette di trasformare una valutazione approssimativa in una misura.

Non elimina la necessità di conoscere il materiale, naturalmente.

Offre però un'informazione in più proprio nel momento in cui decidere “sembra abbastanza asciutto” potrebbe rivelarsi una strategia piuttosto costosa.

 

misuratore di umiditaPerché l'umidità conta prima ancora di iniziare a lavorare

Il legno è un materiale igroscopico.

Tende cioè a raggiungere un equilibrio con le condizioni dell'ambiente circostante assorbendo o cedendo umidità.

Per questo le sue caratteristiche non rimangono necessariamente identiche dal momento del taglio a quello della lavorazione.

Se il contenuto di umidità cambia, il materiale può modificare anche le proprie dimensioni.

Il problema diventa evidente quando componenti che sembravano corretti durante la produzione manifestano successivamente deformazioni, ritiri o variazioni negli accoppiamenti.

Controllare l'umidità prima di procedere consente quindi di conoscere meglio lo stato del materiale con cui si sta lavorando.

Non è una formalità da laboratorio: può essere un controllo operativo effettuato direttamente sul pezzo.

 

Come si misura l'umidità del legno?

Esistono diversi principi di misura e la scelta dipende dall'applicazione.

Tra le soluzioni portatili più diffuse ci sono gli strumenti dotati di puntali metallici che vengono messi a contatto con il materiale.

Il principio resistivo sfrutta il rapporto esistente tra contenuto di umidità e resistenza elettrica del legno.

Lo strumento effettua la misura e restituisce il valore sul display, consentendo un controllo rapido anche fuori dal laboratorio.

AMEC comprende nella propria gamma di strumenti di misura portatili professionali dispositivi destinati alla verifica di diverse grandezze fisiche e ambientali, compresa l'umidità.

L'obiettivo non è soltanto ottenere un numero, ma scegliere un metodo compatibile con il materiale e con il controllo che deve essere effettuato.

 

Una lettura superficiale non racconta necessariamente tutto

Il punto nel quale viene eseguita la misura conta.

Un materiale non presenta sempre la stessa distribuzione dell'umidità in tutta la propria sezione, soprattutto durante le fasi di essiccazione o dopo una variazione delle condizioni ambientali.

È quindi possibile che due letture effettuate sullo stesso elemento restituiscano risultati differenti.

Non significa automaticamente che lo strumento stia sbagliando.

Potrebbe essere proprio il materiale a non essere uniforme.

Per questo un controllo serio difficilmente dovrebbe ridursi a una singola misura effettuata nel primo punto disponibile.

Più rilevazioni, scelte in posizioni significative, permettono di costruire un quadro decisamente più utile.

 

Temperatura e specie legnosa entrano nella misura

C'è poi un dettaglio che distingue l'utilizzo professionale dello strumento dalla semplice lettura del display.

Legni differenti possono avere caratteristiche elettriche diverse e la temperatura può influenzare la misura.

Occorre quindi conoscere le indicazioni previste dal produttore dello strumento, le eventuali compensazioni e il campo nel quale il dispositivo è progettato per lavorare.

Il misuratore di umidità per legno AM1010 proposto da AMEC, per esempio, utilizza un sensore a resistenza elettrica con puntali metallici ed è dotato di compensazione automatica della temperatura.

La sonda a martello permette inoltre di inserire i puntali anche nei materiali più duri.

 

Dal magazzino alla lavorazione: non è sempre lo stesso controllo

Misurare l'umidità all'arrivo di una fornitura risponde a una domanda.

Controllarla prima della lavorazione può rispondere a un'altra.

Ripetere la verifica dopo un periodo di stoccaggio può raccontare qualcosa di diverso ancora.

Durante il trasporto e la permanenza in magazzino il materiale si trova infatti in condizioni ambientali che possono differire da quelle precedenti.

Temperatura, umidità dell'aria e ventilazione contribuiscono a determinare il comportamento del legno.

È proprio questa variabilità a rendere utile una misura eseguita nel momento opportuno, anziché dare per scontato che le condizioni rilevate settimane prima siano ancora valide.

 

Il controllo non riguarda soltanto il legno

Il principio generale è più ampio.

Conoscere il contenuto di umidità può essere importante per materiali e prodotti molto diversi, ma strumenti e modalità di controllo devono essere scelti in funzione dell'applicazione.

AMEC dispone, per esempio, anche di igrometri per cereali e granaglie, progettati per misurare l'umidità di prodotti come grano, riso, orzo e mais.

Anche questi strumenti utilizzano il metodo della resistenza elettrica con compensazione automatica della temperatura, ma sono destinati a un campo completamente diverso.

È un buon esempio di un principio spesso trascurato: parlare genericamente di “misuratore di umidità” dice troppo poco.

Prima dello strumento viene il materiale che deve essere controllato.

 

Il valore giusto non è universale

Una delle tentazioni più comuni consiste nel cercare un'unica percentuale che separi il legno “buono” da quello “troppo umido”.

Sarebbe molto pratico.

Purtroppo l'applicazione reale ha il brutto vizio di essere più complicata delle tabelle riassuntive.

Il contenuto di umidità appropriato dipende dalla specie, dalla destinazione del materiale e soprattutto dalle condizioni nelle quali il prodotto verrà utilizzato.

Un elemento destinato a un ambiente interno controllato affronta condizioni differenti rispetto a un componente impiegato all'esterno.

Per questo il valore misurato deve essere interpretato rispetto all'impiego previsto.

Lo strumento fornisce il dato; stabilire se quel dato sia adeguato richiede il contesto.

 

Umidità relativa dell'aria e umidità del legno non sono la stessa cosa

Le due grandezze sono collegate, ma non intercambiabili.

Un igrometro ambientale misura le condizioni dell'aria; un misuratore per legno cerca invece di determinare il contenuto di umidità del materiale.

Conoscere entrambe può essere utile quando si vuole comprendere come il materiale si comporterà durante lo stoccaggio o l'utilizzo.

Le condizioni ambientali influenzano infatti l'equilibrio che il legno tende a raggiungere nel tempo.

Il Wood Handbook del Forest Products Laboratory del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti approfondisce proprio il rapporto fra legno, contenuto di umidità, umidità relativa e variazioni dimensionali, fornendo una base tecnica molto più solida delle inevitabili formule magiche sparse online.

 

Misurare prima costa meno che scoprire il problema dopo

Il vantaggio di un controllo dell'umidità sta anche nella sua semplicità.

Una misura può essere effettuata prima che il materiale entri nella fase successiva della lavorazione, quando intervenire è ancora relativamente facile.

Se invece una condizione non adeguata emerge soltanto dopo taglio, assemblaggio, finitura o installazione, il problema cambia dimensione.

A quel punto non si tratta più soltanto di conoscere un valore, ma di gestire le conseguenze.

È questo il ruolo più concreto della strumentazione di misura: non produrre numeri da archiviare, ma fornire informazioni nel momento in cui possono ancora influenzare una decisione.

Nel caso del legno, la superficie può sembrare asciutta e il materiale può apparire pronto.

Una misura richiede qualche secondo in più.

Talvolta sono proprio quei pochi secondi a evitare molte ore di lavoro spese sul materiale sbagliato.